04
novembre

Stampa 3D e salute dei lavoratori: dall’INAIL un vademecum per operare in sicurezza

L’utilizzo crescente e sempre più diffuso della stampa 3D e la conseguente potenziale esposizione professionale a vari rischi, ha condotto i ricercatori del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail a raccogliere in un report scientifico le conoscenze disponibili ad oggi, le caratteristiche e gli elementi utili a individuare potenziali pericoli per la salute dei lavoratori e a suggerire misure idonee di protezione. 

Il testo completo è disponibile al seguente indirizzo: 

L'oggetto della trattazione riguarda soprattutto i materiali utilizzati più che la tecnologia della stampa 3D di per sé. Infatti nel documento pubblicato dall’Inail si legge che ““sono passati in rassegna e analizzati i diversi materiali usati nella stampa 3D, suddividendoli in classici (polimeri, ceramiche, vetro, metalli e legno) e innovativi (bio e nano-materiali). Il factsheet fornisce informazioni sulle caratteristiche chimico-fisiche dei principali materiali usati e sui possibili rischi da esposizione, che potrebbero portare a potenziali effetti tossici sull’apparato respiratorio, come nel caso dei materiali plastici e metallici, o sui rischi di natura biologica derivanti dalla generazione di aerosol e contaminazione microbica delle superfici di lavoro, come nel caso dell’uso di materiali biologici. Riguardo ai nanomateriali, viene raccomandata, pur in assenza di dati su conseguenze a lungo termine, una particolare attenzione all’esposizione a nanomateriali ingegnerizzati (es. nanoparticelle di ossidi di metalli e nanotubi di carbonio), di cui sono stati messi in evidenza “potenziali effetti avversi per la salute”.

Appare utile ricordare dunque quanto riportato all’articolo 15 del D. Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro il quale fornisce un elenco delle misure di sicurezza che devono essere adottate:

  • la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza;
  • la programmazione delle misure preventive in funzione delle specificità aziendali e dell’ambiente di lavoro;
  • l’eliminazione dei rischi o, ove non possibile, la loro riduzione al minimo;
  • il rispetto dei principi ergonomici nell’organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione;
  • la sostituzione di ciò che è pericoloso;
  • la limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al rischio;
  • l’utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici;
  • la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto a quella individuale;
  • il controllo sanitario dei lavoratori;
  • l’allontanamento del lavoratore dall’esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e l’adibizione, ove possibile, ad altra mansione;
  • l’informazione e formazione adeguate per i lavoratori, per i dirigenti, per i preposti e per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
  • la partecipazione e consultazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
  • la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;
  • le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato;
  • la manutenzione di ambienti, attrezzature e impianti.

Inoltre il comma 2 dell’art. 15 del D. Lgs. 81/2008 stabilisce inoltre che tali misure, relative alla sicurezza, all’igiene ed alla salute durante il lavoro non devono, in nessun caso, comportare oneri finanziari a carico dei lavoratori.

Non è la tecnologia ad essere sotto accusa ma i materiali e le polveri che potrebbero essere inalate dagli operatori durante la fase di carico in macchina, durante la rimozione dei pezzi finiti e nelle fasi di manutenzione e pulizia della macchina stessa. Possiamo distinguere i materiali in:

  • classici: polimeri, ceramiche, vetro, metalli e legno;
  • innovativi: materiali biologici e nanomateriali che possono essere potenzialmente pericolosi e dannosi per l’utilizzatore iniziale, ossia nel nostro caso l’odontotecnico.

Per quanto concerne le misure di prevenzione e protezione, il documento del Dimeila passa a indicare le misure di prevenzione e protezione da adottare per la prevenzione e protezione dai possibili rischi della stampa 3D, principalmente attraverso la riduzione delle emissioni e del numero di lavoratori potenzialmente esposti. Poiché però nello specifico della stampa 3D spesso non risulta possibile eliminare o sostituire l’agente nocivo né modificare la modalità di lavorazione né tantomeno ridurre il numero degli addetti coinvolti, il factsheet suggerisce di potenziare le misure strutturali di contenimento del rischio, come ad esempio le tecniche di aspirazione o di ventilazione dei locali, oppure di prevedere l’uso di dispositivi adeguati di protezione individuale come maschere facciali filtranti di tipo FFP2, guanti in gomma monouso, occhiali e abbigliamento di protezione. Senza tralasciare, infine, un’adeguata formazione dei lavoratori e una maggiore condivisione delle procedure da attuare, allo scopo di incrementare consapevolezza dei rischi e modalità di lavoro più sicure.

Rammentiamo l’obbligo di avere a disposizione le schede di sicurezza dei materiali e i libretti manutenzione/uso/ conformità delle attrezzature. In questi documenti troviamo tutte le informazioni per affrontare le problematiche legate a materiali e attrezzature.

Detto questo riportiamo qui alcune indicazioni presenti nel testo del documento Inail:

  • revisione/aggiornamento della valutazione dei rischi DVR ricordo obbligo ad ogni variazione rispetto a quanto scritto nel documento originale e comunque non oltre a due anni rischio Stress lavoro correlato;
  • individuare e limitare i lavoratori che eseguono questa fase di lavorazione e limitare l’accesso all’area operativa e utilizzare apposita segnaletica;
  • ridurre al minimo i lavoratori esposti;
  • informare e formare i lavoratori sul corretto utilizzo  dell’attrezzatura e dei materiali predisponendo procedure operative;
  • utilizzo obbligatorio dei DPI quando necessita;
  • verificare sui libretti delle attrezzature cosa viene consigliato per l’abbigliamento dell’operatore;
  • effettuare una pulizia accurata della stampante e dell'area di lavoro utilizzando gli opportuni DPI;
  • verificare che non ci siano interazioni negative fra materiali utilizzati e prodotti di pulizia;
  • evitare altre attività lavorative  in prossimita’  della stampante;
  • effettuare pulizia accurata della stampante e dell’area utilizzando appositi DPI (vedi libretto attrezzatura)  e utilizzare appositi dpi a macchina aperta;
  • indossare DPI  appropriati per manutenzione (per esempio, cambio della polvere da utilizzare o pulizia della stampante): guanti in nitrile o resistenti agli agenti chimici; abbigliamento da laboratorio o comunque protettivo; occhiali o schermi protettivi; facciali filtranti (FFP2 o FFP3).

 

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