24
luglio

SchelANTLO: il 4° Congresso di di protesi rimovibile a IAm2018

Siamo così giunti alla quarta edizione di SchelANTLO, il Congresso di protesi rimovibile che si terrà all’International ANTLOmeeting 2018 il 28 – 29 settembre presso il Salone delle Fontane dell’EUR a Roma.

Sono state brillantemente superate le perplessità di quanti, invero pochi, qualche anno fa avevano mostrato qualche dubbio sull’organizzare nell’ambito di ANTLOmeeting un Congresso interamente dedicato alla rimovibile, ma il livello di partecipazione e soprattutto il gradimento dei partecipanti riscontrato nelle prime tre edizioni hanno definitivamente convinto tutti della bontà della scelta.

D’altra parte la rimovibile è una sistematica in grande espansione perché soddisfa una domanda proveniente da un “mercato” in altrettanta espansione per fattori ad un tempo positivi e negativi. Siamo cioè in presenza, soprattutto in Italia, di un progressivo e sembra inarrestabile processo di invecchiamento della popolazione, con una età media in continuo aumento, che rappresenta sicuramente un dato positivo, cui si coniuga un dato però negativo: le ridotte capacità di spesa.

La rimovibile è così in grado di rispondere a questa domanda peculiare.

Ad International ANTLOmeeting 2018, sabato 29 settembre con inizio alle ore 8.30, il Presidente di seduta Vincenzo Liberati, che ne ha curato l’organizzazione, aprirà i lavori di SchelANTLO, il 4° Congresso di protesi rimovibile che vedrà alternarsi come relatori i colleghi Vincenzo Chiozzi, Renato Rossi mentre Claudio Vittoni illustrerà la relazione finale.

Vincenzo Chiozzi presenterà una relazione dal titolo “P.P.R. Ritenzione e stabilità” il cui abstract recita: “La protesi parziale rimovibile, che si tratti di uno scheletrato o di un semplice parziale in resina con ganci a filo, deve rispettare i concetti principali della protesi totale, a partire dalle impronte preliminari ben estese, fino ai portaimpronta individuali con conseguente bordaggio ove necessario, e relativa analisi dei modelli master per valutare un corretto montaggio dei denti. Risulta inoltre fondamentale una preprogettazione su modelli primari per valutarne gli appoggi e il tipo di ganci a seconda della classe di Kennedy. La P.P.R., essendo sempre soggetta a carichi masticatori, deve rispondere attraverso la stabilita’ e di conseguenza con la ritenzione.”

Renato Rossi invece presenta una relazione su “Attacchi per protesi combinata dal 1890 ad oggi” con un abstract in cui si legge: “La protesi combinata è stata negli anni oggetto di molteplici evoluzioni, fin dalla sua prima descrizione/realizzazione agli inizi del secolo scorso nel Nord America, con la realizzazione di attacchi di produzione artigianale poi industriale, in modo da poter collegare la protesi rimovibile alla componente fissa dove a secondo del tipo di edentulia parziale si consigliava il tipo di attacco da utilizzare, influenzato dalle diverse scuole di pensiero. Verso la metà del secolo scorso in Europa si è passati dall’utilizzo del solo attacco nelle diverse forme, all’impiego di spalle fresate e coulisse in supporto dell’attacco, migliorando notevolmente la durata nel tempo della riabilitazione protesica. Un grande innovatore di quei tempi è stato
lo svizzero Albert Steiger, che ha descritto il concetto di attacco individuale il CSP Canale Spalla Perno, ancora oggi molto valido e aggiornato da me con tecniche e materiali di ultima generazione,
nella descrizione di AFI n 1-2-3 Attacchi Fresati Individuali. Altra novità importante apparsa negli anni ottanta le ritenzioni - attacchi nelle varie forme sferiche o verticali di teflon o plastiche di varia durezza, con alto grado di soddisfazione degli operatori Odontotecnici e Medici e comfort per il paziente”.

Claudio Vittoni chiude il Congresso presentando “Protesi combinata. Il ruolo della resilienza tissutale nel progetto protesico” il cui abstract spiega: “Indipendentemente dalle recenti tecnologie che negli ultimi anni tendono ad imporre una rivisitazione delle procedure di produzione protesica, il centro dell’attenzione rimane l’analisi del progetto tecnico-protesico che, nella protesi combinata a supporto naturale o implantare, ha sempre significato il successo o l’insuccesso di questo dispositivo cosi complesso. La sessione specialistica organizzata attraverso SchelANTLO vedrà la presenza in sala di molti colleghi appassionati che a tale disciplina hanno dedicato una vita e, attraverso letteratura e decenni e la pratica quotidiana, non mancherà l’occasione di uno scambio di esperienze utili a tutti.”

“Relatori di alto livello – dichiara il Presidente Marin – con temi di sicuro interesse per una sistematica che sta avendo sempre più successo e per la quale è facile prevedere un crescente numero di laboratori dedicati rispetto alle attuali poche centinaia. Desidero ringraziare a nome di ANTLO e mio personale i colleghi Chiozzi, Rossi e Vittoni per la loro preziosa partecipazione, mentre un particolare ringraziamento desidero rivolgere a Vincenzo Liberati che anche quest’anno ha curato il programma del Congresso.”

 

 

 

le aziende comunicano

editoria

area soci

Registrati
Hai dimenticato la password? Reimpostala