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ottobre

Rifiuti: le nuove disposizioni del D.lgs. 116/2020

Il 26/09/2020 è entrato in vigore il d.lgs. 116/2020, che ha modificato direttamente la parte del d.lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) dedicata alle norme generali sui rifiuti e imballaggi.

Indichiamo di seguito le principali novità introdotte dal provvedimento, precisando che si rimane in attesa di ulteriori chiarimenti e dei decreti attuativi, e che sarà nostra cura informarvi sull’evolversi della situazione.

  • ‍La prima sostanziale trasformazione riguarda l’assimilazione dei rifiuti speciali a quelli urbani quando essi siano "simili per natura e composizione ai rifiuti domestici". I rifiuti del laboratorio odontotecnico sono speciali e  si suddividono in  speciali pericolosi e speciali potenzialmente assimilabili agli urbani.
  • Ora però i Comuni sono esonerati dall’onere di stabilire nuove possibili assimilazioni. Per questo motivo, salvo diverse indicazioni dei comuni di appartenenza, i rifiuti  “ andrebbero “ tutti conferiti al di fuori del servizio pubblico, ma dimostrando di averli avviati allo smaltimento ( registro e fir ) si dovrebbe vedere riconosciuta la riduzione della componente tariffaria rapportata alla quantità di rifiuti conferiti della TARI                                                                    Attenzione : Il Comune non opera la “riduzione ” in automatico, ma questa deve essere richiesta  dal contribuente con un’apposita domanda da presentare  secondo le tempistiche indicate dal comune  ed allegando  copie dei formulari FIR o altra documentazione richiesta
  • La normativa sulla Tari esclude in modo esplicito i seguenti immobili, aree e locali dal pagamento dell’imposta: aree e locali non suscettibili di produrre spazzatura in modo autonomo.  Quindi non dovrebbe essere applicata la tariffa per quelle aree del laboratorio dove sono posizionati in maniera stabile banchi, fonditrici o altro
  • Il deposito temporaneo dei rifiuti  diventa  “deposito temporaneo prima della raccolta". Lo smaltimento avviene secondo una delle seguenti modalità: con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi. In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all’anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno;
  • Il Registro rifiuti  diventa Registro cronologico di carico e scarico. “Cronologico” perché le annotazioni devono essere effettuate: entro 10 giorni lavorativi per i produttori iniziali, a partire dalla produzione e dallo scarico del rifiuto ( come prima) ; entro 10 giorni lavorativi per raccoglitori e trasportatori, a partire dalla consegna a destinazione                   
  • Si riducono, inoltre, i tempi di conservazione obbligatoria del Registro: da 5 a 3 anni           
  • Sono esonerate dall’obbligo le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi, nonché, per i soli rifiuti non pericolosi, le imprese e gli enti produttori iniziali che non hanno più di dieci dipendenti, ma si attende decreto attuativo in merito che dovrebbe confermare questo punto  unitamente all’individuazione dei nuovi registri e formulari 
  • Formulario di identificazione (per i nuovi moduli in attesa di decreto attuativo). Il formulario in formato cartaceo è redatto in quattro esemplari, compilati, datati e firmati dal produttore o detentore, sottoscritti altresì dal trasportatore; una copia deve rimanere presso il produttore o il detentore, le altre tre, sottoscritte e datate in arrivo dal destinatario, sono acquisite una dal destinatario e due dal trasportatore, che provvede a trasmetterne una al produttore o al detentore. La trasmissione della quarta copia ( entro 3 mesi deve ritornare in laboratorio) può essere sostituita dall’invio mediante posta elettronica certificata sempre che il trasportatore assicuri la conservazione del documento originale ovvero provveda, successivamente, all’invio dello stesso al produttore.
  • I tempi per la conservazione del FIR si accorciano, come per il Registro cronologico di carico e scarico: da 5 a 3 anni.
  • Un decreto successivo stabilirà il funzionamento e l’operatività del Registro elettronico nazionale (Ex SISTRI)

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