19
gennaio

Profilo e ESCO: qualche necessaria osservazione

Con una qualche meraviglia e molto stupore  abbiamo letto in questi ultimi  due giorni quanto pubblicato da Odontoiatria33 in merito a quello che è stato definito “il caso della classificazione ESCO” e nello specifico le dichiarazionI del dottor Marco Landi, Presidente CED (Council of European Dentist)  e del dottor Gerhard Seebergher, Presidente Eletto della FDI (Federazione Internazionale dei Dentisti), riportate in allegate. In pratica, i due italiani a capo delle massime rappresentanze europee e internazionali dei dentisti.

Quale “caso” è scoppiato a livello europeo per il quale i due autorevoli esponenti dell’odontoiatria hanno preso le distanze?

In sintesi, l’aver ricompreso nel settore dentale della ESCO (Classificazione europea delle qualifiche, competenze, abilità e professioni) come figure facenti parte del team odontoiatrico anche, seppur  non solo, i “Dental Assistants and Therapists” ed i “Medical and Dental Prosthetic Technicians”. 

Figure cioè che non hanno le stesse competenze delle ASO e degli Odontotecnici in Italia, ma che si pongono – per brevità di esposizione – in una posizione intermedia tra quanto oggi in Italia compete al clinico e quanto all’odontotecnico, anche e soprattutto nel caso fosse approvato il nuovo profilo professionale.

Figure che in altri Paesi Ue e non UE esistono da sempre, senza che minino assolutamente – come afferma e ben sa il dottor Seebergher – “la sicurezza e qualità dell’assistenza”, né tanto meno “creano confusione, mescolando compiti, competenze e ruoli” creando “una figura che ha una sovrapposizione di compiti rispetto al dentista, ma con un profilo formativo e qualitativo inferiore e, di conseguenza, non in linea con la tutela della salute del paziente” come afferma il dottor Landi.

In altre parole, i due esponenti, contestano ai Paesi che prevedono da tempo immemore tali figure, di avere una regolamentazione che minaccia la salute  dei propri cittadini. Una affermazione davvero grave ma senza il supporto di prove, però.

Vorremmo quindi tranquillizzare sia il dottor Landi che il dottor Seebergher.

In Italia le associazioni odontotecniche stanno lottando ormai da novanta anni, ed in particolare negli ultimi diciotti anni per modificare il proprio profilo professionale non per introdurre la mitologica figura del “sarchiapone odontoprotesista” che in una qualche misura può essere assimilabile al “Medical and Dental Prosthetic Technician”, come strumentalmente hanno affermato più volte l’attuale Presidente CAO, dottor Renzo, ma nei mesi scorsi anche il dottor Fiorile, Presidente AIO, che aveva dichiarato sul profilo: "Una proposta discutibile, che implicitamente dischiuderebbe all'odontotecnico la possibilità di impostare una terapia dentale e collaborare all'atto clinico".

Come abbiamo fatto per il dottor Fiorile, lo stesso facciamo per il dottor Landi e dottor Seebergher, riportando lo schema di profilo già approvato dal CSS per ben due volte. che  stabilisce all’art. 1 quanto segue:

-          “L’odontotecnico è l’operatore sanitario che, in possesso del titolo universitario abilitante provvede, in qualità di fabbricante, alla costruzione dei dispositivi medici su misura in campo odontoiatrico, in coerenza con la prescrizione, contenente le specifiche cliniche, rilasciata dall’abilitato a norma di legge all’esercizio dell’odontoiatria, cui è riservato, in via esclusiva ogni atto preventivo, diagnostico, terapeutico e riabilitativo”.

-          “ L’odontotecnico, su richiesta, alla presenza e sotto la responsabilità dell’abilitato a norma di legge all’esercizio dell’odontoiatria, può collaborare, solo all’interno di strutture odontoiatriche autorizzate ai sensi delle normative vigenti, agli atti di verifica di congruità dei dispositivi medici su misura, al solo scopo di ottimizzare, al di fuori del cavo orale, tutti gli elementi relativi esclusivamente al manufatto che egli stesso realizza”.”

Siamo infatti certi che al pari del dottor Fiorile, anche i due massimi esponenti italiani dell’odontoiatria europea e internazionale ignorino completamente quanto previsto  dallo schema approvato dal CSS nel 2007 e che rappresenta tuttora l’obiettivo di ANTLO, ma riteniamo anche di tutte le altre aaoo.

Se così non fosse, se cioè tutti i dirigenti odontoiatri nominati in precedenza, al pari del dottor Renzo, conoscono bene quel testo, allora ci troviamo di fronte non solo e non tanto alla solita strumentalizzazione, ma alla classica “testimonianza di esistenza in vita” sulla pelle di una intera categoria.

Anche perché in materia di professioni, la competenza in ambito europeo, è nazionale e non c’è alcun pericolo che vengano imposte in un Paese Membro discipline delle professioni di altri Paesi.

Sul profilo abbiamo già assistito in tutti questi anni a tutto e al contrario di tutto, per cui (Conferenza Stampa dottor Renzo, settembre 2001, sede FNOMCeO) “il profilo se approvato potrà incrementare i casi di AIDS”, salvo  un mese dopo approvarne lo schema come riportato dagli atti ufficiali del Ministero e dello stesso Consiglio di Stato.

Qualche anno dopo, sempre ad opera dello stesso dottor Renzo, abbiamo assistito ad una modifica sostanziale della posizione, così nell’audizione presso il CSS nel luglio 2007 negò la propria approvazione su uno schema molto più soft rispetto al quello approvato sei anni prima.

Poi abbiamo assistito allibiti, sempre da parte del dottor Renzo, alla campagna sull’abusivismo – con tanto di indagini dai più che dubbi assunti scientifici – tentando di dimostrare che in Italia esistono 15.000 abusivi in odontoiatria, mentre contemporaneamente in Senato si assisteva allo scippo con destrezza della scomparsa delle sanzioni contro i prestanome nel DDL Marinello.

Concludendo il tutto, con l’altra mirabolante affermazione secondo la quale – sempre secondo il dottor Renzo – con il profilo “le aaoo intendono introdurre la figura dell’odontoprotesista”.

Insomma, per il più autorevole esponente istituzionale degli odontoiatri, il problema dell’odontoiatria è il profilo dell’odontotecnico. E questo basta a definire certe prese di posizione “armi di distrazioni di massa”, soprattutto dopo l’approvazione del DDL Lorenzin con le pesanti sanzioni (molto più pesanti rispetto a quelle previste per gli abusivi) per i prestanome.

Perché – è bene rammentarlo – se l’odontotecnico viene chiamato in studio come succede nella “stragrandissima” percentuale dei casi a compiere atti di prova di congruità sul dispositivo, oggi a fronte del RD 1928 è un abusivo, ma il titolare dello studio, a fronte del DDL Lorenzin, un prestanome.

Sic transit gloria mundi!

(Vito Palmiotti – Maurizio Troiani)

 

1 (http://www.odontoiatria33.it/cont/pubblica/approfondimenti/contenuti/15857/europa-scoppia-caso-classificazione-esco-odontotecnici.asp)

2 http://www.odontoiatria33.it/cont/pubblica/approfondimenti/contenuti/15869/classificazione-escosostiene-posizione.asp?xrtd=YYYXALLATCSLALCLLVPLAR )

 

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