26
marzo

Mauro Marin: cosa significa “fare” il Presidente Nazionale

Sei mesi or sono la sua elezione alla Presidenza Nazionale ANTLO, un tempo sufficiente per fare un primo bilancio di una esperienza che comporta oneri ed onori. Ne parliamo con il diretto interessato, il Presidente Marin.

Allora, cosa si prova a “fare” il Presidente ANTLO?

“Qualche esperienza di direzione l’avevo già maturata dapprima in ANTLO Lazio, poi nell’Esecutivo ANTLO come Responsabile delle Relazioni Sindacali, ma “fare” il Presidente è tutt’altra cosa. Si sente tutto il peso – al di là di quanto prevede lo Statuto - della responsabilità diretta dell’intera Associazione. Sono però coadiuvato in questo da alcuni colleghi che ai diversi livelli di responsabilità, mi aiutano non poco. Così, “fare” il Presidente, diventa un’impresa collettiva e quindi più esaltante”

I rapporti con gli interlocutori esterni come sono andati caratterizzando?

“ANTLO ha maturato negli anni scorsi un patrimonio di analisi, elaborazione, proposta e di iniziative che ha consentito di acquisire autorevolezza e rispetto presso tutti gli interlocutori. Una eredità che cerco di custodire e far fruttare al meglio. L’approccio con i vari interlocutori è stato così facilitato e stiamo lavorando, senza tanti squilli di tromba, badando più al perseguimento degli obiettivi che non a mettersi inutilmente in mostra. Non ci interessa apparire e soprattutto ci interessa raggiungere gli obiettivi stabiliti unanimemente dai nostri Congressi Politici da anni che poi sono – a nostro avviso - gli obiettivi strategici della categoria e del comparto, cioè (in ordine di importanza): la difesa dello spazio professionale, maggiori volumi di lavoro sui banchi dei laboratori, un nuovo profilo professionale”

Gli interlocutori istituzionali sono attualmente ancora assenti. Sono stati appena eletti i Presidenti delle Camere, a breve saranno formate le Commissioni Parlamentari e fra qualche giorno saranno avviate le consultazioni per la formazione del Governo.

“Rimangono però le Direzioni Generali dei vari Ministeri con cui è costante l’interlocuzione sui vari temi (normative, profilo, difesa dello spazio professionale, ecc.), così come è costante l’interlocuzione con i vari soggetti della filiera con i quali, peraltro, sono state avviate interessanti intese che non poco tendono a tutelare insieme ai più generali interessi della filiera, gli interessi specifici del comparto e della categoria. Con la “politica” avvieremo come nel passato quei rapporti che sono utili alla causa.”

Sul piano dei rapporti unitari, però, nulla di nuovo.

“E’ vero, purtroppo. Negli anni passati abbiamo sempre invitato le altre Associazioni Odontotecniche alle nostre iniziative sindacali ma anche al nostro Congresso Nazionale Tecnico-Scientifico. A parte CIOd, sempre presente, le altre due talvolta hanno declinato l’invito, altre volte non hanno nemmeno risposto ai nostri inviti o addirittura hanno pubblicato comunicati a dir poco offensivi nei confronti di ANTLO”.

Le problematiche della categoria necessiterebbero però di intese unitarie.

“Ne sono talmente convinto che all’indomani stesso della mia elezione, ma anche successivamente ho inviato lettere alle altre tre Associazioni Odontotecniche (CNA-SNO, Confartigianato Odontotecnici, CIOd) con altrettante proposte di incontro, indicando anche un percorso e una metodologia di lavoro. Ho avuto  recentemente informali assicurazioni di riscontro positivo, cui però non fanno seguito – allo stato - atti ed iniziative concrete. Nel frattempo notiamo prese di posizione ed iniziative alquanto singolari su tematiche che andrebbero affrontate unitariamente. Conosciamo il valore dell’unità, ma non è possibile fidanzarsi o sposarsi da soli. Nel frattempo, non stiamo con le mani in mano, perché i problemi della categoria e del comparto non attendono, anzi!”

Sul versante culturale, dopo il bel successo di IAm17 come procede l’attività?

“I risultati degli eventi sinora organizzati sono lusinghieri e prima della pausa estiva avremo importanti appuntamenti come il Congresso di ANTLO FVG,  ANTLOmeeting SUD in Calabria, Odontotirrenia in Campania e quindi a fine giugno il Congresso ANTLO Sicilia a Mondello, in quella Palermo dove qualche settimana fa ho partecipato ad un evento che ha avuto un successo al di là di ogni aspettativa. In Puglia si è dato vita ad una serie di eventi culturali in tutte le provincie che stanno riscuotendo molto successo, così come in  Piemonte, Veneto e FVG. A breve ripartirà l’attività culturale anche in Toscana, Lazio e Abruzzo e sentendo le intenzioni dei rispettivi gruppi dirigenti, avremo programmi di grande interesse.”

E per quanto riguarda IAm18 (International ANTLOmeeting 2018)?

“Il programma nelle sue varie articolazioni è pressochè definito. Relatori e temi sono tutti di prim’ordine ed anche lo spazio sindacale sarà all’altezza delle passate edizioni. Proprio in questi giorni decideremo, tra le varie opzioni, la sede che sarà anche lei all’altezza del più importante appuntamento nazionale ANTLO che quest’anno si terrà  venerdì 28 e sabato 29 settembre, sempre a Roma. L’impegno organizzativo è notevole e richiede il lavoro di molte risorse umane, ma come per gli anni passati, sono impegni che vengono ripagati ampiamenti dai risultati in termini di partecipazione e di gradimento”.

Sul piano organizzativo, quali sono le novità?

“Stiamo registrando al meglio la “macchina ANTLO” per renderla sempre più efficiente ma anche sempre più efficace. Una operazione per la quale conto sul quotidiano lavoro  sia della Segreteria Nazionale, sia su di una squadra di colleghi che mette in pratica, senza tanto declamarlo, un grande senso di appartenenza verso l’Associazione. Abbiamo avviato le procedure per l’adesione di ANTLO a Confcommercio, la più grande Confederazione imprenditoriale europea. Quando sarà conclusa questa procedura, penso nel giro di qualche settimana, ed avremo gli esiti positivi che ci attendiamo, potremo avvalerci di sinergie strategiche a tutto vantaggio dei nostri Soci ma anche dell’intera categoria e dell’intero comparto e non solo in termini di offerta di servizi per l’impresa odontotecnica”

E sul rapporto con i vari Regionali?

“Colgo le occasioni degli inviti agli eventi culturali per incontrare i vari gruppi dirigenti territoriali, ma ho anche iniziato una serie di specifici incontri sul territorio, al di là delle occasioni culturali, come avvenuto in Toscana, in Abruzzo e proprio in questa settimana nel Lazio. Tali incontri servono per conoscere da vicino le esigenze dei vari Regionali, cementando ancor più il legame con il Nazionale e sviluppando le migliori sinergie possibili, a tutto vantaggio della nostra base sociale. Una metodologia relazionale che ha riscontrato un grande gradimento da parte dei vari dirigenti e che conto di incrementare con le altre realtà territoriali”

A proposito di “base sociale” come sta andando il tesseramento?

“Abbiamo segnali più che lusinghieri, ma sul tesseramento abbiamo intenzione di introdurre una vera e propria rivoluzione. Come noto ANTLO non ha mai curato in modo particolare il tesseramento, nonostante avesse – al contrario di altre Associazioni Odontotecniche – la necessità di veder riconfermata ogni anno l’adesione dei propri Soci. Qualche anno fa fu predisposto un progetto per “la politica delle adesioni” che  non ha mai avuto una qualche attuazione. Quel progetto era incentrato sul ruolo determinante dei Regionali, trasformando lo stesso atto del tesseramento in un evento capace di coinvolgere attivamente gruppi dirigenti e base sociale. E’ nostra intenzione riadattare quel progetto alla realtà mutata nel frattempo, ben sapendo che come ogni “rivoluzione” rompe schemi consolidati e quindi necessita di tempi adeguati, anche se confidiamo di veder riscontrare i primi risultati a breve.”

Da quanto descritto, gli oneri superano di gran lunga gli onori nel “fare” il Presidente.

“Di fatto dedico gran parte del tempo quotidiano e del mio residuo tempo libero per l’Associazione. E’ un grande dispendio di energie sia fisiche che mentali, molto al di là di quello che potevo immaginare. Questo sul piano degli oneri, in quanto agli “onori” - non dando alcun peso personale al titolo di “Presidente” -  questi per me si traducono nel constatare di aver superato positivamente quei problemi che il governo di una Associazione pone quotidianamente sul piano organizzativo interno e/o nell’organizzare eventi culturali. Ma l’onore maggiore deriva da tutti quei piccoli e grandi mattoni che riesco a mettere insieme ogni qual volta concludo un incontro con i vari interlocutori  per avviare a soluzione il complesso quadro delle problematiche che attanaglia la categoria e il comparto. A me poco interessano il palcoscenico e le luci della ribalta. Molto interessa portare a casa risultati concreti per i nostri Soci e per l’intera categoria, ben sapendo che l’attività politico-sindacale per gli odontotecnici riserva da sempre più delusioni che gratificazioni. Ma proprio per questa riflessione che ho sempre in mente, moltiplico ancor più l’impegno.”

 

le aziende comunicano

editoria

area soci

Registrati
Hai dimenticato la password? Reimpostala