18
giugno

Il "caso" Dentix e … gli odontotecnici

Non è un segreto: la filiera del dentale in Italia è preoccupata.

Se si trattasse di un film “western” potremmo parlare di uno “stallo alla messicana”, ma purtroppo, il “caso” Dentix che è recentemente giunto alla ribalta dei social media, potrebbe determinare gravi problemi, in primo luogo, per la salute dei pazienti che a tale catena si sono rivolti per le proprie cure dentali.

Si sono levate voci da più parti, evidenziando cose giustissime, prima fra tutte la possibile compromissione del diritto alla salute di chi sperava di potersi curare i denti, ha onorato i propri impegni finanziari e, attualmente, dopo la chiusura dovuta all’emergenza Covid-19, ha trovato “alcuni” ambulatori delle catene del dentale … tristemente … chiusi.

Per amor del vero non è mancato anche chi – volendo “cavalcare l’onda” – non ha perso l’occasione per ribadire proprie recenti ma radicate convinzioni …, che probabilmente hanno poco a che vedere con l’altruismo e la filantropia, ed invece potrebbero anche mirare – francamente con un po’ di ritardo – a recuperare il “terreno perduto”.

Fermo restando che il tema della tutela della salute del paziente rimane fondamentale, volendo uscire da ogni possibile falsa ipocrisia, è un fatto che le cure dentali fornite ai cittadini vengano assicurate anche grazie alla collaborazione degli odontotecnici che fabbricano il dispositivo medico su misura …

Se poi l’odontotecnico che ha lavorato non viene pagato … anche questa pare un’ingiustizia …

Probabilmente, in seguito alla pandemia da coronavirus la situazione è precipitata … i pazienti hanno pagato le cure dentali (… che poi, in molti, non hanno ricevuto …) alle catene di ambulatori dentali e, a loro volta … gli odontotecnici … non hanno ricevuto i pagamenti dei dispositivi medici realizzati … allora … il quadro generale è grave!

A fronte delle giuste rivendicazioni dei pazienti delusi nelle loro aspettative, non si possono dimenticare gli odontotecnici che aspettano di ricevere il compenso loro dovuto …

Se in linea di massima, l’odontotecnico potrebbe considerare vantaggioso avere fra i propri clienti anche una “catena” di ambulatori dentali che potrebbe garantirgli un costante flusso di commesse (seppur a fronte di corrispettivi più bassi), però i pagamenti pattuiti dovrebbero giungere, anche se non puntualmente … ma comunque … prima o poi … arrivare a destinazione … invece … simo qui a recriminare!

D’altronde il dispositivo medico su misura fornito alla “catena” di ambulatori dentali è identico a quello fornito a qualsiasi altro odontoiatra, sia per qualità dei materiali, sia per le procedure produttive, sia per l’impegno profuso, ed infine anche per la documentazione accompagnatoria, peraltro, prevista dalla legge.

Per l’odontotecnico non esiste un cliente di serie “A” ed un cliente che merita minore attenzione … sono posti tutti sullo stesso piano e tutti meritano la stessa dedizione … è un fatto di professionalità … però poi tutti devono onorare gli impegni presi …

Per tutti questi motivi, le recenti cronache invitano l’odontotecnico a fare una seria riflessione, a ponderare attentamente, oltre ai costi di produzione dei dispositivi medici, anche l’eventualità di una potenziale insolvenza di una certa tipologia di cliente …

A questo punto, prima di iniziare qualsiasi collaborazione di sorta, non si può che esortare tutti gli odontotecnici a sottoporre a tutti i loro clienti odontoiatri anche delle “Condizioni Generali di Vendita”, che il cliente odontoiatra dovrà siglare per accettazione, in modo tale che, all’atto dell’inoltro della prescrizione del dispositivo medico su misura all’odontotecnico, il prezzo del manufatto da fabbricare sia automaticamente desumibile alla luce degli accordi intercorsi fra le parti.

Diversamente, in caso di contestazioni, la quantificazione del prezzo del dispositivo medico consegnato potrebbe diventare un’operazione – quanto meno – complicata. 

Come la saggezza dei nostri avi insegna … “vigilantibus, non dormientibus iura succurrunt”.

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