16
ottobre

Fatturazione elettronica. Cosa cambia?

La legge di Bilancio 2018 ha previsto, a partire dal 1° gennaio 2019, l’obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato.

I nuovi obblighi riguardano sia le cessioni e prestazioni nei confronti di soggetti passivi IVA (operazioni B2B) sia quelle nei confronti dei consumatori finali (operazioni B2C).

Tutta la platea dei contribuenti sarà interessata al nuovo adempimento, quindi anche i titolari di Laboratorio Odontotecnico saranno interessati al nuovo Obbligo. Previste alcune esimenti al verificarsi di determinate condizioni.

Al momento, ci sono soggetti, per come vedremo in seguito, non interessati alla Gestione Ciclo Attivo (emissione fattura) salvo che nei rapporti con la PA ma comunque assoggettati alla Gestione del Ciclo Passivo (acquisizione fatture d’acquisto).

MA COS'E' LA FATTURA ELETTRONICA E COME FUNZIONA.

La fattura elettronica è un documento informatico, in formato strutturato, trasmesso per via telematica al Sistema di Interscambio (c.d. SDI), di cui al decreto del Ministro delle Finanze 7 marzo 2008, e da questo recapitato al soggetto ricevente.

La trasmissione telematica al SDI può riferirsi ad una fattura singola ovvero ad un lotto di fatture, ai sensi dell’art. 21, comma 3, del D.P.R. n. 633/1972.

La fattura elettronica è un file in formato XML (eXtensible Markup Language), non contenente macroistruzioni o codici eseguibili tali da attivare funzionalità che possano modificare gli atti, i fatti o i dati nello stesso rappresentati, conforme alle specifiche tecniche di cui all’allegato A del Provvedimento del 30 aprile 2018.

L’Agenzia delle Entrate al fine della predisposizione della fattura elettronica ha reso/renderà disponibili gratuitamente, per i soggetti passivi IVA i seguenti servizi:

  •  una procedura web
  •  una “app” per dispositivi mobili
  •  un software da installare su PC. 

Rimane, comunque, la possibilità di ricorrere a software privati nel rispetto delle specifiche tecniche di riferimento.

E’ questa la scelta consigliata supportata dagli automatismi che i software garantiscono nella varie fasi di creazione, spedizione e ricezione della fattura elettronica.

Sempre l’Agenzia delle Entrate renderà disponibile un servizio che consente ai fornitori in possesso di apposito lettore di acquisire automaticamente i dati del cessionario o committente che abbia ottenuto l’apposito QR-code reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate.

La trasmissione può avvenire sia ad opera del soggetto obbligato all’emissione, sia per il tramite di un intermediario il quale può essere anche un soggetto diverso dagli intermediari abilitati di cui all’art. 3 del D.P.R. n. 322/1998 (il Provvedimento in esame ha previsto che la delega all’intermediario può essere conferita/revocata direttamente attraverso il sito web dell’Agenzia delle Entrate o presentando apposito modulo presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate).

I contribuenti ovvero i loro intermediari dovranno utilizzare i canali di trasmissione messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate anche per il tramite dei portali delle software house.

Il file contenente la fattura elettronica sarà sottoposto a controllo da parte dello SDI.

Qualora non vengano superati tali controlli la fattura si considera non emessa e conseguentemente, al soggetto trasmittente, viene recapitata una ricevuta con la motivazione dello scarto.

Il contribuente dovrà provvedere alla rimozione dell’impedimento che ha portato allo scarto della fattura e reinviarla entro i successivi 5 giorni!!!!!!

MA COME FUNZIONA IL SISTEMA "SDI"?

I soggetti passivi IVA (anche tramite intermediari) possono (nel loro interesse) comunicare all’Agenzia delle Entrate, mediante apposito servizio di registrazione, l’indirizzo telematico (per meglio dire un “codice destinatario” ovvero una PEC – posta elettronica certificata) presso il quale intendono ricevere i documenti elettronici.

Qualora il cessionario/committente non abbia proceduto a tale registrazione, l’emittente della fattura elettronica potrà indicare, a seconda dei casi, il codice destinatario ovvero l’indirizzo PEC comunicati direttamente dal cessionario/committente.

Nel caso in cui il recapito della fattura non fosse possibile per cause tecniche non imputabili al SDI, il documento viene reso disponibile al cessionario/committente in apposita area web del sito dell’Agenzia delle Entrate e spetterà all’emittente fornire tale informazione al destinatario.

La comunicazione può essere effettuata anche mediante la consegna di una copia informatica o analogica della fattura elettronica.

Il SDI mette a disposizione nelle rispettive aree riservate del web dell’Agenzia delle Entrate del cedente/prestatore e del cessionario/committente un duplicato informatico della fattura.

Per i cessionari/committenti consumatori finali ovvero soggetti al regime dei minimi (di cui al D.L. n. 98/2011) o al regime forfetario (di cui alla Legge n. 190/2014) nonché ai produttori agricoli in regime di esonero (art. 34, comma 6 del D.P.R. n. 633/1972), potrà essere indicato un “codice destinatario” convenzionale composto da 7 zeri “0000000”.

In tali casi il documento viene reso disponibile al cessionario/committente in apposita area web del sito dell’Agenzia delle Entrate e spetterà all’emittente fornire tale informazione al destinatario per vie diverse dal SDI.

La comunicazione può essere effettuata anche mediante la consegna di una copia informatica o analogica della fattura. Il SDI mette a disposizione nelle rispettive aree riservate del web dell’Agenzia delle Entrate del cedente/prestatore e del cessionario/committente un duplicato informatico della fattura in apposita area web del sito dell’Agenzia delle Entrate e spetterà all’emittente fornire tale informazione al destinatario.

Ricapitolando:

E' stato previsto che a decorrere dal 1° gennaio 2019 sarà obbligatoria la fattura elettronica emessa:

1)  tra soggetti passivi IVA residenti, stabiliti o identificati in Italia (operazioni B2B) da inviare attraverso un particolare sistema " il Sistema di Interscambio" (c.d. SDI) gestito dall’Agenzia delle Entrate;

2)   nei confronti dei consumatori finali (operazioni B2C).

Per converso a seguito di tale previsione, dal 1° gennaio 2019, l’obbligo dell’invio dei dati delle fatture (c.d. Spesometro) rimarrà soltanto per le operazioni per le quali non è stata emessa o ricevuta una fattura attraverso lo SDI (c.d. operazioni transfrontaliere), quindi, per quelle relative a soggetti passivi non stabiliti ai fini IVA in Italia per le quali non sia stata comunque emessa una bolletta doganale.

Così come chiarito dall’Agenzia delle Entrate in sede di incontro con la stampa specializzata, rimangono esclusi, al momento, dall’obbligo di emissione della fattura elettronica (Gestione Ciclo Attivo):

1)  i soggetti passivi che rientrano nel c.d. regime dei minimi (art. 27, commi 1 e 2, D.L. n. 98/2011)

2)  i soggetti che applicano il c.d. regime forfettario (art. 1, commi da 54 a 89, legge n. 190/2014). 

FACCIO FARE TUTTO AL COMMERCIALISTA

NO!!! Non sarà ASSOLUTISSIMAMENTE possibile far fare tutto  al commercialista o ad altre tipologiedi intermediari .

Il commercialista potrà supportare e dare indicazioni MA NON POTRÀ SOSTITUIRSI totalmente  al soggetto emittente.

Quanto riportato in quest’articolo, non vuole essere una trattazione esaustiva dell' argomento ma solo un piccolo contributo a fare chiarezza.

Ritorneremo sull’ argomento nei prossimi giorni in questo apposito spazio per approfondimenti  e/o per comunicare prontamente gli aggiornamenti normativi che seguiranno.

Per qualsiasi altra informazione o per specifici chiarimenti i Soci ANTLO possono inviare il proprio quesito a: centroassistenza@antlo.it

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