30
marzo

Decreto Sostegni. Finalmente ai nastri di partenza la domanda contributi a fondo perduto

Partita ufficialmente dal giorno 30 marzo 2021, la possibilità di presentazione dell'istanza di accesso ai nuovi contributi a fondo perduto di cui all’art. 1 del D.L. 41/2021.        

Presenti   alcune novita’ di rilievo nella metodologia di calcolo rispetto al passato, ma soprattutto va rilevato come questa volta l’ Agenzia delle Entrate il 23 marzo 2021, spiazzando un po’ tutti, pubblicava in maniera tempestiva il modello e le istruzioni di compilazione e trasmissione telematica.

In verità,  questa tempestività veniva da subito vanificata,  in quanto nel pomeriggio del 24 marzo 2021 l'Agenzia delle Entrate pubblicava una versione aggiornata delle istruzioni di compilazione creando tra l’altro confusione in qualche punto tra le varie pubblicazioni come la Guida e le Istruzioni Ufficiali e lo stesso decreto, seminando il panico tra gli Addetti ai lavori ormai alla ricerca di soluzioni interpretative. Si arrivava quindi nella serata del 29 marzo alla pubblicazione di  un nuovo provvedimento che portava al terzo cambiamento ed aggiornamento delle istruzioni.

Quel che conta rimarcare da subito è che non si tratta di un “Click Day”, i contribuenti in possesso dei requisiti richiesti, avranno  60 giorni di tempo per fare domanda che potrà essere inviata entro la scadenza del 28 maggio 2021, da presentare direttamente dal contribuente o tramite un  intermediario abilitato.

Ma vediamo in sintesi quali sono le principali novità del nuovo Fondo perduto limitandoci agli aspetti principali che possono riguardare il “titolare del Laboratorio Odontotecnico”:

  • Sono ammessi al contributo i soggetti titolari di partita IVA attivata fino alla data del 23 marzo 2021, che svolgono attività di impresa o di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario, e che sono residenti o stabiliti in Italia. Non possono invece beneficiare del contributo, coloro che hanno cessato la partita IVA prima del 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto Sostegni), e coloro che  hanno avviato l’attività dal 24 marzo 2021. L’ esclusione non opera per l’erede che ha aperto una partita IVA  per proseguire l’attività del de cuius, titolare di partita IVA prima di tale data

I principali requisiti posti dalla norma ai fini dell’accesso ai contributi sono:

  • Non aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi  superiori a 10 milioni di euro: valori da tenere in considerazione sono quelli riportati nel modello della dichiarazione dei redditi 2020 (redditi 2019). In caso il soggetto svolga più attività, il limite dei 10 milioni di euro per l’accesso al beneficio occorre considerare la sommatoria dei ricavi/compensi riferiti a tutte le attività.
  • Altro requisito da verificare ai fini della presentazione della domanda è che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30% dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019. Per i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, il beneficio spetta anche in assenza del requisito del calo di fatturato/corrispettivi  a condizione che rispettino il presupposto del limite di ricavi o compensi di 10 milioni di euro.  Per calcolare l’ammontare complessivo del fatturato e dei corrispettivi conseguito in ciascuno dei 2 anni (2019 e 2020), per quanto riguarda la specifica categoria dei “titolari di laboratorio odontotecnico” occorre far riferimento alla data di effettuazione delle operazioni di cessione dei beni e di prestazione dei servizi. Per semplificare:  - assumono rilievo tutte le fatture attive,  e le note di variazione (art. 26 del Dpr n. 633/1972), con data di effettuazione compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre; e concorrono altresì anche le cessioni dei beni ammortizzabili; Si passerà quindi al calcolo  dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e dell’anno 2019,  nel caso di partita IVA attivata anteriormente al 2019, il richiedente dividerà l’importo complessivo del fatturato e dei corrispettivi realizzati nell’anno 2019 per 12 mesi. Nel caso invece di partita IVA attivata tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2020, deve essere conteggiato il fatturato e i corrispettivi con data di effettuazione operazione dal primo giorno del mese successivo all’attivazione della partita IVA.
  • Verificati i predetti requisiti, il calcolo del contributo spettante è dato applicando una diversa percentuale alla differenza tra l’importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’analogo importo dell’anno 2019.

Le percentuali previste sono le seguenti:

  • 60%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a 100.000 euro;
  • 50%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 100.000 euro ma non l’importo di 400.000 di euro;
  • 40%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 400.000 euro ma non l’importo di 1.000.000 di euro;
  • 30%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 1.000.000 di euro ma non l’importo di 5.000.000 di euro;
  • 20%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 5.000.000 di euro ma non l’importo di 10.000.000 di euro.

Quando spettante, il contributo è comunque riconosciuto per un importo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche, è previsto un importo massimo del contributo è pari a 150.000 euro.  Chiariamo un punto in particolare e cioè,  che per i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, spetta l’importo minimo del contributo anche se la differenza tra la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e la media mensile dell’anno 2019 è negativa e inferiore al 30%, ovvero pari a zero o positiva.

  • A scelta del beneficiario, il contributo spettante può essere erogato:

- mediante accredito su conto corrente bancario o postale, intestato al beneficiario (o  cointestato se il beneficiario è una persona fisica);

- mediante riconoscimento di un credito d’imposta di pari valore, utilizzabile in compensazione tramite modello F24 novità rispetto alla precedente versione.

Attenzione, la scelta della modalità di erogazione è irrevocabile, deve riguardare l’intero importo del contributo spettante e deve essere espressa dal beneficiario nell’istanza per la richiesta del contributo.

 

L’istanza va inviata all’Agenzia delle Entrate tramite i canali telematici dell’Agenzia o mediante la piattaforma web disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet.

Ci si potrà avvalere degli intermediari, già delegati all’ utilizzo e consultazione del Cassetto fiscale o per il servizio di consultazione delle fatture elettroniche, o comunque sarà possibile accedere alla procedura con le credenziali Spid, Cie o Cns oppure Entratel dell’Agenzia.

Alla presentazione, il sistema dell’Agenzia effettuerà delle verifiche e rilascerà delle ricevute al soggetto che ha trasmesso. In caso di esito positivo, sarà comunicato  nell’apposita area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” – sezione “Contributo a fondo perduto – Consultazione esito”, l’avvenuta effettuazione del bonifico o il riconoscimento del credito.

Riguardo alla presentazione della domanda di contributo, seppur di contenuto semplice, si sconsiglia vivamente il “fai da te”, sempre opportuno farsi seguire dal proprio consulente di fiducia che saprà consigliarvi al meglio e non rischiare di cadere nelle insidie procedurali che possono portare al non accoglimento dell’Istanza e/o alla decadenza e revoca del contributo, oltre a conseguenze sanzionatorie accessorie,  che potrebbero sconfinare anche nel penale.

Dr Angelo Parente

Consulente ANTLO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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