07
dicembre

DDL Lorenzin: la “non audizione ANTLO”, lo stato dell’arte e le notizie infondate. Facciamo chiarezza

Il DDL Lorenzin approvato ad ottobre alla Camera è passato subito all’esame delle Commissioni competenti del Senato, per essere poi trasmesso all’esame dell’Aula  di Palazzo Madama.

In particolare la Commissione Igiene e Sanità presieduta dalla Sen. Emilia de Biasi ha audito – per quanto di nostra conoscenza – solo la Federazione degli Ordini dei Farmacisti, quella dei Veterinari e quella dei Medici, particolarmente contrari ad alcuni articoli del DDL Lorenzin che tendono a riformare gli ordini professionali introducendo un limite di due mandati alle cariche, un più ampio e democratico ventaglio di possibilità nelle votazioni per le cariche, accorpando alcuni ordini e quindi riducendo “posti e cadreghe”.

La Commissione – al cui interno peraltro sono presenti alcuni di questi rappresentanti degli Ordini – non ha invece ritenuto opportuno cedere alle pressioni ed ha votato senza modifica alcuno il testo del provvedimento licenziato alla Camera.

Sapevamo di questa intenzione della Commissione (quella di approvare senza modifiche il testo della Camera), così come sapevamo della volontà di contingentare al massimo le audizioni.

Per questi ed altri motivi siamo stati in dubbio sino all’ultimo se richiedere l’audizione che però alla fine abbiamo richiesto, ma come avevamo previsto la nostra richiesta non è stata accolta. Poco male.

Cosa allora rimane e quale giudizio ANTLO si sente di manifestare su quanto in itinere al Senato?

Prima di tutto è bene però fare la massima chiarezza su un aspetto: il profilo.

Il DDL Lorenzin non è e non può essere la sede dove approvare il profilo dell’odontotecnico.

Il profilo deve essere approvato non dal Parlamento, ma attraverso la cosiddetta Legislazione concorrente Stato-Regioni, la stessa che nell’aprile 2002 richiese il Consiglio di Stato, la stessa che è alla base della legge 43/2006 che non a caso prevede all’art. 5 le procedure.

Quella legge, la 43/2006, che è stata modificata nel DDL Lorenzin e comunque richiamata come unica per l’approvazione dei profili delle professioni sanitarie come esplicitato all’art. 3 ter, introducendo due nuovi passaggi. La stessa legge richiamata all’art. 4 sempre del DDL Lorenzin per la definizione del profilo degli osteopati e dei chiropatrici, la cui approvazione è demandata proprio all’art.5 della legge 43/2006,

Non sono stati infatti approvati i profili di chiropatrici e osteopati che dovranno essere invece oggetto di legislazione concorrente Stato-Regioni, né quindi è stato bocciato o non riconosciuto il profilo degli odontotecnici.

Vorremmo a tal riguardo rammentare che una decina di anni or sono la Provincia di Bolzano licenziò un testo sul profilo, impugnato prontamente davanti alla Consulta e vinto dalla Presidenza del Consiglio richiamando proprio la necessita, in materia di professioni sanitarie, della legislazione concorrente Stato-Regioni.

Stante infatti l’iniqua modifica al Titolo v della Costituzione del 2001, anche la materia delle professioni è materia di legislazione concorrente Stato-Regioni.

La bocciatura con il referendum del 4 dicembre 2016 della proposta di riforma costituzionale che prevedeva la cancellazione della legislazione concorrente, non ha fatto che confermare quanto previsto nel 2001, altrimenti da più di 15 anni avremmo il profilo.

ANTLO sin dall’audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera del dicembre 2016 e attraverso gli emendamenti  e ordini del giorno presentati dall’On. Rondini ha sempre voluto una posizione che da un lato sollecitasse – sempre nell’ambito delle procedure della Legge 43/2006 – il riavvio del percorso e poi che venissero riconosciuti i passi già compiuti nel 2001 e nel 2007.

Abbiamo letto invece da parte odontoiatrica dopo l’approvazione alla Camera del DDL Lorenzin manifestazioni di giubilo perché il profilo dell’odontotecnico non era passato. Una baggianata grossa quanto una casa, non la prima e nemmeno l’ultima proveniente da quelle sponde.

Abbiamo altresì letto e tuttora leggiamo da parte odontotecnica rammarico, infondato, perché non è stato riconosciuto il profilo dell’odontotecnico.

Ma come abbiamo più volte illustrato e ancora in questa sede, richiedere l’approvazione del profilo con il DDL Lorenzin è la stessa cosa di recarsi in Moschea e richiedere di fare la comunione.

Sarebbe il caso – senza alcuna intenzione di salire in cattedra – che si conoscesse un po' di più la storia del profilo e soprattutto i meccanismi legislativi, a cominciare dal semplice fatto che una norma Costituzionale (Titolo V che obbliga alla legislazione concorrente Stato Regioni per disciplinare le professioni) ha la preminenza sugli altri livelli legislativi, né può un articolo di una legge modificare tale supremazia.

Cosa quindi rimane di questo DDL Lorenzin che interessa gli Odontotecnici e le richieste ANTLO?

Sul profilo, ci soddisfa l’ordine del giorno presentato dall’On. Rondini e approvato alla Camera affinchè vengano riconosciuti i passi già fatti nel 2001 e nel 2007 nel percorso del profilo. Cosa che utilizzeremo subito dopo le elezioni politiche.

Sul fronte della lotta al prestanomismo che genera e sfrutta l’abusivismo, sanzioni di una certa consistenza mai riscontrate prima. Una proposta che ANTLO ha avanzato già in sede di audizione alla Commissione Giustizia alla Camera sul DDL Marinello nel febbraio 2015 e più volte reiterata affinché venisse ricompresa nel DDL Lorenzin, cosa che è avvenuta con nostra grande soddisfazione.

Sull’introduzione di sanzioni per contrastare l’abusivismo odontotecnico, esprimiamo grande soddisfazione visto che lo perseguiamo sin dai tempi del DDL Marinello ed oggi, su nostra esplicita richiesta, introdotto nel DDL Lorenzin. Per la prima volta un provvedimento legislativo si interessa di tale materia.

Conclusioni

I tempi rimanenti della Legislatura sono esigui e seppur il Presidente Grasso e la Conferenza dei Capi Gruppo hanno definito i provvedimenti da approvare sino a fine Legislatura e tra questi anche il DDL Lorenzin ci sono molte incognite che questo avvenga.

Se ciò non dovesse avvenire, non avremo le sanzioni per i prestanome e per l’abusivismo odontotecnico, ma non avremo neanche i due passaggi in più nell’iter di approvazione del profilo, di cui uno molto pericoloso perché prevede non più una commissione istituita in seno al CSS, con la presenza di rappresentanti odontotecnici, ma solo lo stesso CSS dove odontotecnici non ce ne sono e qualche nemico in più c’è.

Serenamente assistiamo quindi a cosa accadrà.

 

le aziende comunicano

editoria

area soci

Registrati
Hai dimenticato la password? Reimpostala